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A list of all pages that have property "Text originalOriginal text" with value "Magna mortalitas in Italia". Since there have been only a few results, also nearby values are displayed.

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  • 1341-00-00-Iceland 001  + (Kom upp elldr i Heklufelli med oari oc osku falli oc eyddwz margar bygdir. Myrkr svo mikit um daga, sem um nætr a vetr.)
  • 1349-00-00-Halmstad  + (Kong Magnus af Sverige, Norge og Skåne oppKong Magnus af Sverige, Norge og Skåne oppfordrer alle beboere i bispedommet i Linköping til at gå i kirke, ofre til de fattige, faste hver fredag, skrifte og give en svensk penning til ære for Gud og jomfru Marie for at holde den “stoora plago“ borte, som “staar nw omkring alt Norge oc Halland oc naakas nu hiit.”g alt Norge oc Halland oc naakas nu hiit.”)
  • 1371-09-08-Lucca  + (L' 8 settembre del 1371, il giorno di SantL' 8 settembre del 1371, il giorno di Santa Maria, iniziò in Lucca l'epidemia con l'ingrossamento dell'inguine, bubboni, bolle e piaghe; e durò per quindici mesi, durante i quali molti furono morti, cittadini notabili e buoni mercanti, e molti fuggirono per evitare il contaggio. E vi fu chi morì e chi campò, anche donne e fanciulli, in quantità così grande che metà della popolazione di Lucca e del suo contado fu distrutta; ed il contagio si estese alle altre città, castelli e ville.estese alle altre città, castelli e ville.)
  • 1397-04-00-Arles  + (L'an M CCC IIIIxx XVII fon granda mortalitL'an M CCC IIIIxx XVII fon granda mortalitat per tot lo mont. Item, en Arles acomenset la Pasqua, que fon lo premier jorn d'abril, e duret tro l'an IIIIxx XVIII del mes de jonoier. Item, morien las gens de boses lo plus, alcuns de carboncles; et moriron y grans gens, plus enfans e gens joves, que autras gens.plus enfans e gens joves, que autras gens.)
  • 1280-00-00-Bologna  + (L'anno 1280 all 25 di Gennaro in Bologna fL'anno 1280 all 25 di Gennaro in Bologna fu un gran terremoto et nell' hora di non si ecclisÒ il Sole et stete oscurato per lo spatio di due hore, et finito il detto ecclise appareve la luna di color negro, et fù veduto un Dragone per l'aria con la coda lunga volare; et la brina che poco dopo cade fecce seccare le viti, et le scemenze et in quello istesso tempo cominciorno le pioggie che durrono per due mesi continui, facendo l'aque dei fiumi grandissimi danni, et gettando a terra molti ponti percio ne segui la carestia et la Peste che gran numero di gente levò di vitaeste che gran numero di gente levò di vita)
  • 1411-00-00-Florence  + (L'anno seguente 1411 ci fu mortalità. MoriL'anno seguente 1411 ci fu mortalità. Morissi Piero Lana; e poi di dicembre fermai accordo con Iacopo suo fratello e compagno, ch'era stato con meco e co'figliuoli di Piero, per mezanità di Dino di messer Guccio (p. 82) e Bernardo e Pagolo di Vanni e Zanobi di ser Benozo. e Pagolo di Vanni e Zanobi di ser Benozo.)
  • 1366-00-00-Florence  + (La detta Cara si maritò in prima a uno BarLa detta Cara si maritò in prima a uno Bartolommeo di … [empty] e stette collui forse tre dì ; e per lo scruttino che si fece de' Priori nel 1366, nel quale tempo fu uno grande freddo, e la maggiore parte de' cittadini furono infreddati, e molti ne morirono, la quale freddura e ricadia fu in molti parti del mondo, il detto Bartolommeo ne morì.i del mondo, il detto Bartolommeo ne morì.)
  • 1348-05-00-Siena  + (La mortalità cominciò in Siena di magio, lLa mortalità cominciò in Siena di magio, la quale fu oribile e crudel cosa, e non so da qual lato cominciare la crudeltà che era e modi dispiatati, che quasi a ognuno pareva che di dolore a vedere si diventavano stupefatti; e non è possibile a lingua umana a contare la oribile cosa, che ben si può dire beato a chi tanta oribiltà non vidde. E morivano quasi di subito, e infiavano sotto il ditello e l'anguinaia e favellando cadevano morti. El padre abandonava el figluolo, la moglie el marito, e l'uno fratello l'altro: e gnuno fugiva e abandonava l'uno, inperochè questo morbo s'attachava coll'alito e co' la vista pareva, e così morivano, e non si trovava chi soppellisse nè per denaro nè per amicitia, e quelli de la casa propria li portava meglio che potea a la fossa senza prete, nè uffitio alcuno, nè si sonava canpana; e in molti luoghi in Siena si fe' grandi fosse e cupe per la moltitudine de' morti, e morivano a centinaia il dì e la notte, e ognuno [si] gittava in quelle fosse e cuprivano a suolo a suolo, e così tanto che s'enpivano le dette fosse, e poi facevano più fosse. le dette fosse, e poi facevano più fosse.)
  • 1405-00-00-Padua  + (La mortalità era grande in Padova e nel chanpo, e morivi Paolo Savelli. Feciono di poi chapitano messere Ghaleazo da Mantova.)
  • 1420-06-00-Florence  + (La pestilenzia fu in casa nostra, come perLa pestilenzia fu in casa nostra, come permisse Idio, che provede bene a tutte le cose, e cominciò dal fante, cioè Paccino, a l'uscita di giugno 1420; e poi da indi a 3 dì la Marta nostra schiava, e poi al primo dì di luglio la Sandra mia figliuola, e a dì 5 di luglio l'Antonia. E uscimmo di casa, e andammo dirimpetto; e infra pochi dì morì la Veronica: e uscimone e andammo in via Chiara, e presevi il male alla Bandecca e alla Pippa, e amendue s'andarono a Paradiso a dì (p. 97), 1 d'agosto, tutti di segno di pestilenzia. E cessò, e tornammo in casa nostra. Idio li benedica. Anche la ragione della Bandecca e di suo testamento appare al mio libro A c. … suo testamento appare al mio libro A c. …)
  • 1348-03-00-Firenze2  + (La quantità di morti che morirono per la mLa quantità di morti che morirono per la mortalità degli anni di Cristo 1348.<br /> <br /> Ora fatto ordine in Firenze per lo vescovo e per gli Signori che si vedesse solennemente quanti ne moriva nella città di Firenze, ultimamente veduto in calendi ottobre che di quella pistilenzia non morìa più persone, si trovarono tra maschi e femine, piccoli e grandi, dal marzo infine all'ottobre v'era morti novantaseimila.l marzo infine all'ottobre v'era morti novantaseimila.)
  • 1300-00-00-Iceland  + (Land skialfti mikill sua at margir bæir huLand skialfti mikill sua at margir bæir huarfuðu niðr. Halleri mikit fyrir norðan land. mattu tregliga sla fyrir ausku falli oc sandfalli. Hinn fimta idus Julii manaðar kom up hinn fimti jarðelldr sunnan j Heklo felli. Sandr kuam fyrir norðan land oc auskufall oc myrkr mikit. land skialfti fyrir austan armyrkr mikit. land skialfti fyrir austan ar)
  • 1348-00-00-Aquila  + (Lasso questa materia, retorno a l’altra teLasso questa materia, retorno a l’altra tema, / e comeme de dicere d’una crudele stema: / tamanta fo mortalleta, non è omo a chi non prema, / credo che le duj parti de la genta fo asema. / <br />Ma no fu solu in Aquila, ma fo in ogni contrada, / no tanto fra Cristiani, m’a‘ Sarracini è stata; / sì generale piaga mai no fo recordata / dal tenpo del diluvio, della gente anegata.ta / dal tenpo del diluvio, della gente anegata.)
  • 1418-11-03-Paris  + (Le IIIe jour de novembre, y ot procession Le IIIe jour de novembre, y ot procession et grant assemblée de peuple en l'église Nostre-Dame de Paris, et fist le sermon ung cordelier nommée frere Pierre aux Buefs, confesseur de la Royne, ouquel sermon furent leues et publieez les lettres de l'evesque de Paris, en l'absence dudit evesque estant lors en l'abbaye de Saint-Mor-des-Fossés, pour le doubte de l'épidimie aiant cours à Paris. doubte de l'épidimie aiant cours à Paris.)
  • 1347-11-00-Genoa  + (Le galee de' Genovesi tornaro d'oltremare Le galee de' Genovesi tornaro d'oltremare e da la città di Romania a dì ... di november e tornaro con molta infermità e corutione d'aria la quale era oltremare, in perrochè in quel paese d'oltremare morì in questo tenpo grande moltitudine di gente di morbo e pestilentia. Essendo gionte a Gienova le dette galee tenero per la Cicilia e lassorovi grande infermità e mortalità, che l'uno non potea socorare l'altro; e così gionti a Gienova di fatto v'attacoro il detto morbo e per questo tutti quelle navili furono tutti cacciati di Genova.le navili furono tutti cacciati di Genova.)
  • 1465-06-24-Metz  + (Lejour de feste sainct Jehan decollaistre,Lejour de feste sainct Jehan decollaistre, audit an [1465], les gens d’eglise et seigneurs de Mets firent faire une procession generale, et furent à Sainct Clement pour prier Diue qu’il voleist secourir son pouvre peuple de Mets, raichetté de son precieulx sang, qui estoit persecute de la peste qui acommenciot fort à perseceutier et alleir par la cite: aussy luy prier pour l’accroissance et amendement des biens de terre; car il faisoit ung pouvre temps, pour les gibnes, de froydure et pluye; et tant que le premier jour de septembre, on n’eust sceu trouveir ung boin raisin meure en vigne. A laquelle procession fut porté le chief du benoit sainct Estienne, et la fierte de sainct Livier et son chief. […] En celluy temps, l’air ne le temps, pour processions que on eust fait, ne se amendoit; et faisoit ung tres pouvre temps, et plus de la moitié de septembre ne fut jour qu’il ne pleust, et chéoit pluye aussy froyde comme à noel.et chéoit pluye aussy froyde comme à noel.)
  • 1348-00-00-Aquila6  + (Li pochi che remasero, ciascuno ricco era,Li pochi che remasero, ciascuno ricco era, / per l’anima de‘ morti ne davana a rivera, / li clirici godiano la domane e la sera, / e ariccaro li urdini e tucte monastera. <br />Li laici medemmo gaudiano volentero, / c’aveano delle cose p’ongi loro mistero; / per tanto poco preczo multe cose vennéro, / tre tanto vale mo: credateme ch’è vero. <br />Quanno fo la mortauta, anni mille correa / e trecento e quaranta octo, così be‘ Dio ci dea; / tamanta fo paura che onn’omo temea, / multo altrugio renniose, chi morire credea. <br /> Chi facia testamento, null’omo che testava, / né parente né amico già no lli demannava / che cobelli lassaseli, ca no se nne curava, / le cose avia per niente c’a morir se pensava. <br /> O quante penetute de questo vi so‘ state, / che non se provedero de ’ste cose passate, / che ricchi potiano essere delle cose lassate, / che invidia hebbero a chi de ciò sono ariccate.le cose lassate, / che invidia hebbero a chi de ciò sono ariccate.)
  • 1335-00-00-Bavaria  + (Ludwicus imperator [...] contra Iohannem Bohemorum regem et Heinricum ducem Bawarie [...] intravit Bawarie. In ascensu eandem terram atrocibus incendiis et rapinis conturbavit. Pestilentia hominum facta est magna.)
  • 1451-00-00-Cuneo  + (L’anno del Signore 1451 fu assaltato CuneoL’anno del Signore 1451 fu assaltato Cuneo un altra volta da una peste crudelissima, la quale continuo per due o tre anni, e morirono di morbo più di tre milla huomini e femine, et indebolò il popolo di maniera che nessuna pensava che dovesse mai più pigliar forza.pensava che dovesse mai più pigliar forza.)
  • 1348-06-00-Cesena  + (MCCCXLVIII. indictione prima, de mense iunii, generalis mortalitas per universum orbem dominari incepit, et duravit quasi usque ad Nativitatem, de mense decembris dicti anni.)
  • 1320-00-00-Pomerania  + (MCCCXX Hic cessauit caristia magna et straMCCCXX Hic cessauit caristia magna et strages, qua precedentibus tribus annis homines multi in valescente fame et pestilencia magna quasi in vniuersa terra mortui sunt et precipue in Flandria, in Boemia, in monte Kettero a festo natiuitatis Christi usque pentecostes XV milia wlgi solummodo mortui sunt exceptis dinitibus et mediocribus, quorum multi fame et pestilencia perierunt.uorum multi fame et pestilencia perierunt.)
  • 1400-00-00-Antella  + (Ma in detto tempo, l'anno del 1400, fuggi' la morìa all'Antella e murai la casa e puosi vigna, che vi spesi più di f. 500)
  • 1347-00-00-Middle East  + (Ma infinita mortalità, e che più durò, fu Ma infinita mortalità, e che più durò, fu in Turchia, e in quelli paesi d'oltremare, e tra' Tarteri. E avenne tra' detti Tarteri grande giudicio di Dio e maraviglia quasi incredibile, e ffu pure vera e chiara e certa, che tra 'l Turigi e 'l Cattai nel paese di Parca, e oggi di Casano signore di Tartari in India, si cominciò uno fuoco uscito di sotterra, overo che scendesse da cielo, che consumò uomini, e bestie, case, alberi, e lle pietre e lla terra, e vennesi stendendo più di XV giornate atorno con tanto molesto, che chi non si fuggì fu consumato, ogni criatura a abituro, istendendosi al continuo. E gli uomini e femine che scamparono del fuoco, di pistolenza morivano. E alla Tana, e Tribisonda, e per tutti que' paesi non rimase per la detta pestilenza de' cinque l'uno, e molte terre vi s'abbandarono tra per la pestilenzia, e tremuoti grandissimi, e folgori. E per le lettere di nostri cittadini degni di fede ch'erano in que' paesi, ci ebbe come a Sibastia piovvono grandissima quantità di vermini [p. 487] grandi uno sommesso con VIII gambe, tutti neri e conduti, e vivi e morti, che apuzzarono tutta la contrada, e spaventevoli a vedere, e cui pugnevano, atosicavano come veleno. E in Soldania, in una terra chiamata Alidia, non rimasono se non femmine, e quelle per rabbia manicaro l'una l'altra. E più maravigliosa cosa e quasi incredibile contaro avenne in Arcaccia, uomini e femmine e ogni animale vivo diventarono a modo di statue morte a modo di marmorito, e i signori d'intorno al paese pe' detti segni si propuosono di convertire alla fede cristiana; ma sentendo il ponente e paesi di Cristiani tribolati simile di pistolenze, si rimasono nella loro perfidia. E a porto Tarlucco, inn-una terra ch'ha nome Lucco inverminò il mare bene x miglia fra mare, uscendone e andando fra terra fino alla detta terra, per la quale amirazione assai se ne convertirono alla fede di Cristo.ai se ne convertirono alla fede di Cristo.)
  • 1227-00-00-Bologna  + (Magna fames fuit in civitate Bononiae et per diversas partes et valuit corba frumenti tres libras et fabarum xlviij soldos, speltae soldos xxxiiij et melegae xxviij soldos [...] Fuit magna mortalitas tam in divitibus, quam in pauperibus personis)
  • 1362-00-00-Bologna 003  + (Magna mortalitas fuit in Bononia et comitatu Bononiae et duravit a mense maji usque per totum mensem octobris, et tunc decessit Guidutius Mathae Guidonis de Griffonibus, die XXI septembris, et sepultus fuit ad Sanctum Franciscum)
  • 1413-00-00-Bohemia  + (Magna mortalitas post Johannis [fuit in Bohemia].)
  • 1348-00-00-L'Aquila  + (Mai no foro sà care cose de infermeria: / Mai no foro sà care cose de infermeria: / picciolu pollastregliu quatro solli valia, / e l'obu a duj denair e a tri se vennia, / delle poma medemmo era gra' carestia. / Cose medecinali ongi cosa à passato, / ché l'oncia dello zuccaro a secte solli è stato; / l'oncia delli tradanti se' solli è conperato, / e dello melescristo altro tanto n'è dato. / La libra dell' uva passa tri solli se vennia, / li nocci delle manole duj solli se dagia, / [p. 242] dece vaca de mori un denaro valia, / quanno n'aviano dudici bo' derrata paria. quanno n'aviano dudici bo' derrata paria.)
  • 1314-00-00-Iceland  + (Mann fall sua mikit i svllt fyrir sunnan land af fatæku folki at komu .ccc. lika til Strandar kirkiu i Selvági. á auðru hundraði j Skala hollti ok margt til hverrar kirkiu.)
  • 1403-00-00-Iceland  + (Manndauda aar hid micla a Islandi. Obitus Manndauda aar hid micla a Islandi. Obitus Pals abota j Uidey oc herra Þorsteins fra Helga følli. Obitus herra Runolfs af þyckua bæ. oc vi brædra. enn adrir vi lifdv eptir. Obitus Halldorv abbadisar j kirkiu bæ. ok vij systra. enn vi lifdv eptir. Vigd fru Gudrun abbadis Halldors dottir. Eyddi stadinn þria tima ad mannfolki suo at vm sidir miolkudv systurnar kv fenadinn þær er til uoru. oc kunnv flest allar lited til se, sen uar. er slikann stana hofdv alldri fyrri haft. kuomv þar til kirkiv halfur atte tugur hins siounda hundrads daudra manna. suo talid vard. enn sidan uard ecki reiknat fyrir mannfiolda sakir. suo deydi margt sidan. Jtem ed sama aar eyddi stadinn i þyckva bæ. þrysuar at mannfolki. svo ecki var eptir nema ij brædur. suo heima væri oc einn huskall stadarens. oc hann bar matenn fyrir þa oc þa til kvomv. Obitus herra Þorsteins abota at Helga felli oc Gisla Svartz sonar fra Reyk holum. Nonus Guttorms sonar j Huamme. oc Þordar undan Nupe. oc Pals Þorduars (!) sonar fra Eidvm austan oc Ceceliu Þorsteins dottur hans husfru.n oc Ceceliu Þorsteins dottur hans husfru.)
  • 1404-00-00-Iceland  + (Manndauda veturr hinn sidare. eyddi þa ennManndauda veturr hinn sidare. eyddi þa enn stadenn j Skalhollte. Þria tima ad þionustv folki. deydi þar þa þrir prestar oc mesti hlvtur klerka. ij prestar lifdv eptir brodir Þorfinnr kirkiu prest"r. oc Þorarenn prest"r Andres son. er þa var cappellanus byskupsins herra Vilchins.var cappellanus byskupsins herra Vilchins.)
  • 1301-00-00-Iceland 003  + (Manndaudr hinn mikle j Fliotum ok j Skagafirde. Cometa var sen af kaupmonnum j hafue vm Michials messo skeid.)
  • 1372-00-00-Norway  + (Manndauðr allmikill um allan Nóreg.)
  • 1310-00-00-Iceland 004  + (Manndauðr mikill vm allt Skalaholltz byskups dæmi. [...] Bolna sótt. kverka sótt. stinga sótt. Manndauðr micill.)
  • 1310-00-00-Iceland 002  + (Manndavdi micil fyrir svnnan land og sott med þrennv moti. landfar sott. bolna sott og kverka sott.)
  • 1355-00-00-Florence  + (Martedì notte alle ore IIII e mezzo, a dì Martedì notte alle ore IIII e mezzo, a dì XVI di febbraio MCCCLV, cominciò la scurazione della luna nel segno dell' Aquario, e all'ore V e mezzo fu tutta scurata, e bene dello spazio d'un altra ora si penò a liberare. E non sapiendo noi per astrologia di sua influenzia, considerammo li efetti di questo seguente anno, e vedemmo continovamente infino a mezzo aprile serenissimo cielo, e apresso continove acque oltre al modo usato e i rimanente d'aprile e tutto il mese di maggio, e apresso continovi secchi e stemperati caldi insino a mezzo ottobre. E in questi tempi estivali e autunnali furono generali infezzioni, e in molte parti malatie di febri e altri stemperamenti di corpi mortali umani, e singularmente malatie di ventre e di pondi co lungo duramento. Ancora avenne in questo anno un disusato accidente alli uomini, e cominciossi in Calavra a fFiume Freddo e scorse fino a Gaeta, e chiamavano questo accidente male arrabiato. L'affetto mostrava mancamento di celabro con cadimento di capogirli con diversi dibattimenti, e mordieno come cani e percotiensi pericolosamente, e assai se ne morivano, ma cchi era proveduto e atato guariva. E fu nel detto anno mortalità di bestie dimestiche grande. E in questo anno medesimo furono [p. 729] in Fiandra, e in Francia e in Italia molte grandi e diverse battaglie, e nuovi movimenti di guerre e di signorie, come leggendo si potrà trovare. E nel detto anno fu singolare buona e gra ricolta di pane, e più vino non si sperava, perché un freddo d'aprile l'uve già nate seccò e arse, e da ccapo molte ne rinacquono e condussonsi a bbene, cosa assai strana. E da mezzo ottobre a calen di gennaio furono acque continove con gravi diluvii, e perdessene il terzo della sementa, ma il gennaio vegnente fu sì bel tempo, che lla perduta sementa si raquistò. I frutti delli alberi dimestichi tutti si perderono in questo anno. Non aremmo stesa questa memoria se lla scurazione predetta non vi ci avesse indotto.razione predetta non vi ci avesse indotto.)
  • 1348-00-00-Bologna  + (Maxima et inaudita mortalitas fuit BononiaMaxima et inaudita mortalitas fuit Bononiae, quae vocata fuit et semper vocabitur la mortalega grande, quia numquam fuit aliqua similis. Et incoepit de mense maji et duravit per totum annum et fere fuit per totum mundum et tam magna, quod duae partes ex tribus partibus personarum firmiter decesserunt; inter quos decesserunt duo doctores bononienses per totum mundum famosissimi, videlicet dominus Johannes Andreae, decretorum, et dominus Jacobus de Butrigariis, legum doctoresnus Jacobus de Butrigariis, legum doctores)
  • 1348-08-00-L'Aquila  + (May non forno sì care cose da infirmarìa: / Piccolo pollastrellio quattro solli valìa, / Et l'ovo a dui denari et ad tre se mettìa, / ET delle poma ancora era gran carestìa.)
  • 1400-10-00-Florence  + (Memoria, che del mese d'Ottobre 1400. esseMemoria, che del mese d'Ottobre 1400. essendo venuto allora in Firenze il Signore, che era allora di Cortona, che avea nome Guccio da Casale per cagione di suo boto a governare infermi di sua mano in S. Maria nuova, et dovevaci stare, secondo il boto, a questo servigio dì 30. essendo per addietro stato il più dissoluto huomo del mondo, e questo boto seguiva a ciò che Dio il salvassi della pestilenza, che allora cominciava a Cortona, et in Firenze era già quasi finita, et intervenendo che come piacque a Dio essendoci stato pochi dì a fare il detto servigio, si morì di pestilenza, et rimanendo Signori di Cortona doppo la morte di detto Ghuccio Francesco et Luigi da Casale fuoi Conforti, et a' quali apparteneva più la Signoria che a Ghuccio, et mostrando i detti Francesco, et Luigi dolore della morte di Ghuccio, ordinarono di farlo portare a Cortona, et di fargli molto grande honore;Cortona, et di fargli molto grande honore;)
  • 1453-08-00-Flanders  + (Messis tempore non invenit quod colligeret; hinc annona solito carior et, quae communiter sequi solet, pestilentia populum gravare coepit.)
  • 1292-00-00-Iceland 002  + (Mikil sott a Islandi.)
  • 1307-07-00-Bologna 002  + (Molti Infermi di diverse infirmità andon in s. Stefano a quello Pozo se fece san Petronio, e bevevano di quella aquacon divotione et tutti furono liberati dele lor infirmita)
  • 1350-00-00-Uppsala  + (Mors CeCat CeLos/ditans orbem spoiliauit.)
  • 1349-00-00-Zwiefalten  + (Mors pestilencia prima hic populos pressit.)
  • 1349-00-00-Denmark  + (Mortalitas magna in Dania.  )
  • 1362-10-00-Middle East  + (Mortalitas magna per totum fere mundum)
  • 1347-00-00-Italy  + (Mortalitas magna per totum fere mundum  )
  • 1271-00-00-Lorraine  + (Mortalitas maxima in Lotharingia. Illo anno 20 fratres in convetnu fratrem Predicatorum Metensis mortui sunt.)
  • 1205-00-00-Holy Empire  + (Mortalitas ovium per totum imperium.)
  • 1357-00-00-South Germany  + (Mortalitas sive epithuma fuit in dyocesi Spirensi, Babenbergensi, Augustensi, Ratisponensi et eciam in una parte dyoc. Const. in territorio comitum de Wirtenberg circa Stutgarten et Grüningen.)
  • 1305-00-00-Denmark  + (Mortalits hominum.)
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