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The Open Data Collection for Historical Epidemics and Medieval Diseases

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mann fall vid Myvatn. halfr niundi tugr mannz i þrimr kirkiu soknum.  +
Mortalitas sive epithuma fuit in dyocesi Spirensi, Babenbergensi, Augustensi, Ratisponensi et eciam in una parte dyoc. Const. in territorio comitum de Wirtenberg circa Stutgarten et Grüningen.  +
In monasterio Zwiweltun multe persone ex pestilencia hominum morientur  +
Essendo dal cominciamento del verno continovato fino a gennaio un’ aria sottilissima, chiara e serena, e mantenuta sanza ravolgimento di nuvoli o di venti, oltre all’ usato naturale modo, per sperienza del fatto si conobbe che da questa aria venne una influenza, che poco meno che tutti i corpi umani della città, e del contado e distretto di Firenze, e delle circustanti vicinanze, fece infreddare, e durare il freddo avelenato ne’ corpi assai più lungamente che ll’ usato modo. E per dieta o per altri argomenti che’ medici [p. 167] sapessono trovare, no potieno avacciare la liberagione, né da quello liberare le loro persone, e molti dopo la lunga malatia ne morivano; e vegnendo apresso la primavera, molti morirono di subitana morte. Dissesi per li astrolaghi che ffu per influenza di costellazioni, altri per troppa sottigliezza d’aria nel tempo della vernata.  +
Operazioni della moria <br />In quest'anno l'usata moria dell'anguinaia, la quale nell'autunno passato avea nel Brabante e nelle circustante parti de Reno fatti gran danni, e nel verno si dilatò, e comprese e passò nel Frioli faccendo l'uficio suo per infino al marzo, e parte della Schiavonia, (p. 301) ma non troppo agramente; però ch'enfiando sotto il ditello e l'anguinaia, chi passava il settimo giorno era sicuro; vero è che in sette dì assai ne morivano. Ancora no pigliava le città e le ville comunemente, ma al modo della gragnuola, l'una lasciava stare e ll'altra prendea; e durando dove cominciava dalle venti alle ventidue settimane, molta gente d'ogni generazione trasse a ffine.  +
Eo tempore est facta pestilencia valida in partibus inferioribus et in Colonia et inibi. Eo tempore antequam vindemia inciperet vinum fuit tam preciosum, quod vinum venale non inveniebatur; sed postea statim quando uve erant collecte vinum optimo foro erat, sicut unquam in decem annis antea factum est: ita ego vidi et audivi. Hyeme sequenti Rhenum est compactum circa tres septimanas.  +
In questi tempi fu ne nostro paese in Valdelsa e in Valdarno, di sotto, e nel Chianti, quasi come l'anno dinanzi passato, generali infertà di terzane, e di quartane, e altre febri di lunga malatia, delle quali pochi morivano. Di ciò si maravigliarono le genti di Valdelsa e di Chianti, perché sono in buone arie e purificate, perché due anni l'uno apresso l'altro fossono maculati di simili infermitadi, no conoscendo alcuna singulare cagione di quello accidente  +
E ppiù ad aumento di pace in questo anno fu abondanza di tutti i frutti della terra. È vero che furono nel verno malatie di freddo, e nella state molte febri terzane, e semplici e doppie, sicché se lli uomini fer pace delle loro guerre, non di manco li elementi per li peccati sconci delli uomini loro fecero guerra. Nella quale fu da notare che come l'anno passato la Valdelsa, e il Chianti, e il Valdarno furono di molte infertadi gravate e morie, che così nel presente, che ffu mirabile cosa. E perché (p. 208) per queste paci fossono liete molte province, i reame di Francia in questi giorni ebbe grandi e gravi comozioni di popoli contro a' gentili uomini, che molto guastarono il paese, e tre gran compagne di gente d'arme settantrionali conturbarono forte Italia e lla Proenza. Il perché appare che universale pace non può essere nel mondo, come fu al tempo che 'l figliuolo di Dio umana carne della Vergine prese.  +
Di mortalità d'Allamagna e Brabante <br /> Essendo ancora il braccio di Dio disteso sopra i peccatori no corretti né amendati per li suoi terribili giudici a tutto il mondo palesi, e per gastigalli e riducelli a migliore vita, nel detto anno nel tempo dell'autunno ricominciò coll'usata pistolenzia dell'anguinaia a fragellare il ponente, e molto gravò in Borsella, che del mese d'ottobre e di novembre vi morirono più di millecinquecento borgesi, sanza le femine e' fanciulli, che furono assai. Ad Anguersa, e a lLovana, e nell'altre ville di Brabante il simile fé. Non toccò la Fiandra, perché altra volta n'era molto stata gravata, e però Brabante più ne sentì; e per simile modo avenne nella Magna a Basola, e in altre città e castella infino a Buemia e Praga, le quali dalla prima mortalità non erano state gravate.  +
Ein sterbote.<br /> Do man zalt 1358 jor, do kam ein gemein sterben zu Strosburg uf die selbe zit des jores. daz was nüt also groß alse daz vorder, doch was es nüt vil kleiner. daz kam von Niderlant heruf, do kam das erste von Oberlande herabe. zu disen zwein sterboten gebrast armen luten begrebede zu dem munster, darumbe maht man dernoch einen nüwen lichofe bi der steinhütten. daz geschach in dem jore do man zalt von gotz gebürte 1360 jor.  +
Ein sterbotte.<br /> Do men zalte 1358 jor, do was ein gros sterbotte zu Strosburg. der kam von Nyderlant heruf und das erste sterben kam von Oberlant herabe. in disem sterbotte gebrast armen lüten begrebede zu dem münster, derumb mahte men dernoch einen nuwen lichof zum münster bi der steinhütten, noch gotz gebürde 1360 jor.  +
De l'anno mille et trecento cinquanta otto del mese di magio si cominciò in Orvieto grandissima mortalità di gente, et del mese di giugno et di luglio sequente sempre venne rinforzanno la mortalità finente il mese di agosto, sì che in Orvieto morì in questo anno molta gente, spetialmente cituli et giovani et giovane, che pochi giacavano amalati. Sí che si trovò in Orvieto, dentro alla città, morirno in questi quattro mesi, infra maschi et femine et grandi et piccholi, più di cinque milia persone, infra li quali morirno assai buoni cittadini notevoli et boni homini. Onde che la città di Orvieto ricevette grandissimo danno di boni cittadini.  +
Quo eciam mense [July] et precedentibus mortalitas viguit in dyocesi Constant. maxime circa Danubium in Ulma et usque ad lacum in Constantia et aliis locis circum iacentibus. Et duravit ad annum lix. et tunc cepit cessare. Sed a festo sancti Iacobi [25.07.] usque ad annum prescriptum quinquaginta sex scolares in Constancia mortui sunt. Et omnes habuerunt apostemata qui illa pestilencia decesserunt exceptis paucissimis. Et frigus incepit in vigilia [leere Stelle] anni lix. et duravit usque ad purificationem. Et deinceps fuit tempus bonum et temperatum. Et per totum martium nec nix nec frigus fuit sed bene cum serenitate incepit et cum pluvia modica et temperata in fine mensis finivit. Et eius lunacio incepit xiiii. Numero aurei numeri secundum veram computationem que servanda est, nec fallit nisi ad paucas horas precedentis diei. Anno autem lx. erit xv. Et sic ascensive et descensive deinceps, et incipiendum est in ianuario.  +
Nos Nicolaus dei gratia praepositus, Nicolaus prior totusque conventus canonicorum regularium sancti Thomae in Lypzk notum esse volumus praesentium tenore inspecturis. Quia deus non est placabilis super nequitia populi nisi peccatores fuerint poenitentia ducti, nos igitur propter peccata nostra in magna miseria pro nunc et pestilentia constituti ad mitigandam iram dei astringimus nos voto speciali ex consensu unanimi, ipsi beatae Mariae virgini singulis sabbatis perpetue summam missam de beata Maria virgine cum omnibus horis canonicis sollemniter celebrari, exclusis apostolicis festis et quatuor temporibus anni vel aliis quae variari non possunt, in honorem eiusdem virginis gloriosae, ut deus propitiatus avertat iram suam a nobis et a miseria nunc regnante. Pro quo voto specialiter gavisius dominus Jacobus noster concanonicus ad habendam memoriam sui et fratrum suorum et omnium propinquorum tam in vita quam in morte pro confirmatione et certa roboratione dicti voti suis sumptibus et propinquorum tegmen dormitorii nostri de novo redintegravavit. In cuius voti testimonium sigilla nostra praesentibus sunt appensa anno domini M°.CCC°.LVIII. in die exaltationis sanctae crucis.  +
1359 [...] Iudei in magna persecutione habebantur propter pestilenciam qui in aliquibus locis prevaluit, quasi ab illis procedat execra[bi]lis toxicacio.  +
698. In deme jare Cristi 1359 des somers was grot stervent in allen steden bi der zee, unde warde to deme Sunde aller lenghest bet na twelften.  +
700. In deme somere des sulven jares do was so grot pestilencia to den Melbinghe in Prutzen, dat binnen korter tiid sturven dar wol 13 dusent volkes.  +
Item quod ex epidimia seu hominum mortalitate, que domino permittente in partibus istis hactenus viguit, multitudo colonorum et aliorum hominum ipsius monasterii utriusque sexus ipsis et dicto monasterio iure servitutis pertinencium de hac luce ad dominum migravit.  +
+ ANNO · DOMINI · M° · C°C°C° LIX · IN DIE · S(ANCTI) · ODELRITCI + AVE · MARIA · GRACIA · PLENA · DOMINVS · TECVM · B[ENE]DICTA · TV · IN · MVLIERI / BVS · ET · BENEDICTVS · FRVCTVS · VENTRIS · TVI · AMIN · + O · REX · ETERNE · POPVLVM · TV · LEDERE · SPERNE · [FVL]MINE · [PE]STEf) · FAME · / · QVOCIGENS · TINNIT · SONVS · A ME.  +
Item quod ex epidimia seu hominum mortalitate, que domino permittente in partibus istis hactenus viguit, multitudo colonorum et aliorum hominum ipsius monasterii utriusque sexus ipsis et dicto monasterio iure servitutis pertinencium de hac luce ad dominum migravit, adeo quod de pluribus ipsius monasterii possessionibus propter huiusmodi mortalitatem remanentibus incultis census debitos ex eis habere non valent.  +
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